"Non critico gli altri colleghi di maggioranza che hanno preferito supportare le modifiche statutarie, ma ritengo che favorire l’avanzata del soggetto privato in SII sia un errore. Data la premessa, cercherò nei limiti delle mie argomentazioni di spiegare concretamente le mie ragioni. SII è una partecipata che nasce nei primi anni 2000 e mostra fin da subito problemi di funzionamento e di organizzazione, ma nel frattempo sono passati quasi 20 anni dalla sua costituzione. Cerco di ricostruire cronologicamente i fatti, come fatto in Consiglio Comunale.
Il giorno 7 Aprile 2020 il vecchio Consiglio d’Amministrazione
della SII (espressione del Centrosinistra con due ex Consiglieri Comunali di
Orvieto) delibera in ragione dell’Art.8 dello Statuto il seguente atto avente
per oggetto: “Richiesta di contributo per i Soci per la continuità aziendale”.
In parole povere si chiede ai Soci, tra i quali i Comuni, di intervenire
economicamente per aiutare SII. I Comuni del territorio orvietano si coalizzano
insieme e rappresentati dall’Avv. Bonura intraprendono un iter di ricorso
contro l’applicazione di tale articolo.
Il giorno 3 Luglio 2020 si insedia il nuovo Consiglio di
Amministrazione , espressione del Centrodestra in quanto la maggior parte dei
comuni sono guidati da amministrazioni di tale appartenenza politica.
Il giorno 20 Luglio 2020, il
Presidente del nuovo CdA dichiara che la SII è una “Società sana, virtuosa e
attenta agli utenti”.
Con queste argomentazioni non si vuole condannare il nuovo CdA o
il neo-Presidente del CdA, i quali non hanno alcuna responsabilità sugli errori
pregressi, ma almeno descrivano con chiarezza la situazione.
Il giorno 3 Ottobre 2020, il Consiglio Comunale di Terni approva a
maggioranza, dopo mesi, la vendita del 15% delle quote di ASM al soggetto
privato di SII “Umbria Due – Servizio Idrici” per un importo di 6 milioni e 41
mila euro circa. Ricordo che ASM è un società partecipata interamente al 100%
dal Comune di Terni.
Ecco come varia la situazione:
Questo dimostra una netta avanzata del soggetto privato “Umbria
Due – Servizi Idrici” (dal 25% al 40%) e la conseguente “necessità” di
apportare a modifiche statutarie.
Nelle nuove modifiche statutarie vengono cancellati due articoli,
uno è il famigerato art. 8 e insieme anche l’art. 10, scelta sicuramente
giusta, ma non finisce qui.
Le modifiche statutarie intervengono anche sull’ormai ex Art. 14,
oggi Art.12, che si intitola “AMMINISTRATORE DELEGATO – NOMINA, POTERI E
COMPENSO”.
L’Amministratore Delegato rimane di nomina privata, cioè di Umbria
Due, ma si assiste ad un ampliamento importante dei suoi poteri, andiamo ad
analizzare nello specifico:
Da questa modifica si evince che l’Amministratore Delegato (di
nomina privata) assume poteri molto più ampi rispetto al passato, tanto che il
Direttore Tecnico “riporta gerarchicamente” all’Amministratore Delegato,
esplicando il ruolo di subalternità professionale dell’uno rispetto all’altro.
Il Direttore Tecnico è la figura professionale che si occupa di
interventi, investimenti e manutenzioni, e che grazie alle modifiche Statutarie
vede limitata la sua indipendenza d’azione sulle materie di sua competenza.
Sembra questo un dettaglio, ma si deve ricordare che le scelte di nuovi e
ingenti investimenti implicano in base al calcolo del piano tariffario un
incremento delle tariffe.
Cercando di andare alle conclusioni, ritengo che dopo la vendita
delle quote di ASM le modifiche statutarie rappresentino un ulteriore
avanzamento del soggetto privato a danno dell’interesse pubblico, sottolineando
che il territorio della Provincia ha ancora una volta subito le logiche e gli
interessi della città di Terni. Mi sarei aspettato dai miei colleghi in
consiglio più coraggio, evitando di allinearsi alle logiche che il centrodestra
ha sempre condannato e criticato quando i comuni della provincia erano
'dominati' dal centrosinistra".
Umberto
Garbini
Capogruppo di Fratelli d’Italia

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