Rimanere stupito di fronte ad alcune dichiarazioni da parte
di membri della maggioranza consiliare, è quanto mai normale o almeno
legittimo. Sono passati anni dalla fine della “cortina di ferro” e soprattutto
della “strategia della tensione”, ma c’è qualcuno che ancora vive di opposti
estremismi e di superiorità culturale verso il “nemico politico”. È improponibile
come le giovani generazioni non siano in grado di andare oltre, abbandonando
una contrapposizione sterile e insignificante. Non difendo nessuno, né chi si
definisce “fascista del terzo millennio” né chi si definisce “comunista” nel
2016. Nel secolo della morte delle ideologie anziché aggregare intorno a idee e
progetti condivisi si divide, richiamando dall’oltretomba “ideali” relegati
dalla storia ad appartenere al passato. I nostalgici dell’una e dall’altra
parte hanno comportamenti vecchi e irrispettosi di coetanei e di avversari, non
nemici. Cercando di restare più lontano possibile dalla diatriba dei pro e
contro, dopo il passo di rinnegare le Foibe più di un anno fa, adesso il
Consigliere Comunale, Tiziano Rosati, torna a tenere un comportamento non
consono da parte di un membro dell’Assemblea cittadina, pubblicando su Facebook
la seguente nota:
“Se volemo organizzà? Li ho visti e schedati nel mio
database, se vedo un punto nero gli sparo a vista”.
Questa è la seconda volta che il Consigliere dimostra di
tenere un comportamento sopra le righe, se dovesse commettere in futuro un
ulteriore errore sarebbe bene che lasciasse il suo ruolo consiliare al primo
dei non eletti della sua lista “Sinistra Ecologia e Libertà”. Nella speranza
che il Sindaco, Giuseppe Germani, prenda le distanze da tali espressioni della
sua maggioranza di Consiglio.
Ancora una volta “TEMPUS TACENDI, TEMPUS LOQUENDI”.
di Umberto Garbini
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