
Il
«Volantino del Dissenso» nasce dall'esigenza di comunicare con gli amici e i
cittadini nel modo più diretto e chiaro possibile. Oggi, nel momento in cui
tutti i giovani e i meno giovani si allontanano dalla politica, è una esigenza
intervenire per correggere gli errori del
passato. Molti di voi lettori conoscono la mia
estrazione politica di centrodestra, o meglio di destra, ma cercherò nel
miglior modo di poter consegnarvi articoletti obiettivi nella forma e nella
sostanza. Questo primo pezzo già dal titolo cerca di denunciare la pessima
condizione in cui versa la città, privata della sua anima e della sua storia. I
problemi? L’immobilismo delle forze politiche di maggioranza, incapaci di
affrontare la crisi ed eccessivamente ingessate all'interno della farraginosa
macchina amministrativa. La città è deserta, gli esercizi commerciali annunciano la chiusura o restano
chiusi per alcuni mesi, ma nessuno si degna di dire una parola o di dimostrare
pubblicamente sdegno. Che fine farà il centro storico? Il progetto attuato fino
ad ora sembra chiaro, abbandonare la storia delle vie del centro e la
tradizione del passeggiare per andare ad alimentare le finanze dei
super-mercati dello scalo. Non è complottismo o volontà popolare questo
allontanamento dal centro, ma è l’imposizione dovuta al costo dei parcheggi, all'indecenza dei servizi di trasporto pubblico che costano quasi come nella
Capitale a fronte di tratte brevi spesso quasi insignificanti sul piano
chilometrico e a fronte di orari di
servizio limitati a
poche ore.
Che
vi è una crisi che attanaglia tutto il sistema non è un segreto, ma
l’incapacità di combatterla o di tenerla a freno è sotto gli occhi di tutti.
Per far rinascere Orvieto si ricomincia dalle strade e dalle piazze dove
giovani e adulti, famiglie e generazioni si incontrano e si confrontano,
scherzano e maturano. Si investa con lo sguardo rivolto al futuro.
Umberto
Garbini
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