Nuovo piano mobilità: Arroganza e Ipocrisia. I commercianti del centro storico consegnano un documento al Sindaco
Umberto Garbini e il Movimento Civico "InAzione Orvieto" condividono il comunicato dei Commercianti di Orvieto in merito alle scelte radicali prese dalla Giunta Germani senza aprire un tavolo di lavoro serio e partecipato. Per favorire la diffusione pubblichiamo di seguito il testo integrale del documento in merito al Nuovo Piano della Mobilità.
"L’amministrazione comunale, dopo aver per mesi rivendicato un metodo di decisione partecipata e aver sollecitato il coinvolgimento della cittadinanza sulle scelte di gestione della mobilità del centro storico, ha preso una serie di provvedimenti assolutamente arbitrari e privi di ogni rispetto per quanti vivono, lavorano e investono sulla Rupe.
Da ultimo l’amministrazione, con il suo atteggiamento di ipocrita partecipazione al QSV, ha dimostrato che non ci sono margini per esprimere le opinioni dei cittadini e degli operatori economici e per consentire loro di incidere concretamente sulla gestione della mobilità nel centro storico.
Mentre, da un lato, il Sindaco ci invitava a partecipare fattivamente agli incontri del QSV, peraltro senza dare indicazioni concrete, dettagliate ed organiche sulle iniziative che propone alla cittadinanza e sul progetto complessivo in cui esse dovrebbero inserirsi, contemporanemente si dava corso in modo unilaterale e quasi furtivo alle modifiche volute fin dall’inizio dall’amministrazione.
Non possiamo pretendere che l’Amministrazione ascolti la gente, ma dobbiamo pretendere che almeno non prenda in giro i cittadini.
Nel merito, l’eliminazione, realizzata all’improvviso per timore di proteste clamorose, di oltre la metà dei posti di parcheggio a Piazza del Popolo determinerà effetti disastrosi, non solo per gli esercizi commerciali, ma per tutti gli abitanti e per lo stesso accesso dei turisti.
Da un lato la riduzione delle possibilità di parcheggio allontanerà ancora di più da un centro storico che già vive una grave crisi commerciale, testimoniata dal numero sempre maggiore di cartelli di affitto e vendita affissi su molti negozi.
Da un altro lato le modifiche all’assetto di Piazza del Popolo, unite all’idea di escludere definitivamente il transito veicolare dinanzi al palazzo del Capitano del Popolo, determinerà effetti gravi sulla viabilità di tutta la città, creando ingorghi, disagi e confusione, oltre a costituire un intralcio grave anche per lo stesso svolgimento del mercato del giovedì e del sabato mattina.
Anche l’idea, preannunciata dal Sindaco, di procedere all’ampliamento delle aree a traffico limitato appare del tutto sbagliata e arbitraria.
Manca in primo luogo ogni chiarezza su tale progetto: il Comune non ha infatti chiarito se nelle ore di chiusura della ZTL potranno accedere solo i residenti delle aree interessate, i residenti sulla Rupe o anche i residenti nel Comune.
In ogni caso tale iniziativa avrà un impatto negativo forte su esercenti, ristoratori, bar e altri esercizi commerciali che concentrano la loro attività nelle ore serali, mentre appare ridicola la principale argomentazione a sostegno di questa scelta, secondo cui essa sarebbe necessaria per contrastare la “sosta selvaggia”.
Non ci sembra sia questo il principale problema della Rupe, che prima di tutto soffre per il progressivo spopolamento e il decadimento dell’offerta commerciale, per la carenza dei servizi pubblici e per non aver ancora individuato una sua precisa identità economica, turistica e commerciale.
Comunque, anche ammesso che si tratti di un problema veramente grave, la cosiddetta “sosta selvaggia” si combatte innanzitutto con gli ordinari strumenti di cui dispone ogni amministrazione cittadina: applicare i divieti di sosta già esistenti, irrogando le multe previste dalla legge. Non si può scaricare l’incapacità dell’amministrazione di svolgere una delle sue funzioni basilari comprimendo la libertà di circolazione dei cittadini e danneggiando le attività economiche.
In questa logica è del tutto inaccettabile che siano prima di tutto i cittadini che rispettano le regole a dovere subire le conseguenze dei comportamenti di chi tali regole non rispetta e dell’incapacità dei poteri pubblici di farli rispettare.
La posizione assunta dall’amministrazione è dunque sempre più cervellotica e pregiudiziale, e appare ispirata da un approccio ideologico che non tiene in nessun conto le reali esigenze del territorio.
La via per rendere Orvieto più bella, ricca e attraente non è certo quella di erigere barricate, chiudere le porte, imporre divieti, ma, al contrario, rendere più facile e comodo accedere alla Rupe, in un quadro di compatibilità con la tutela dell’ambiente e del territorio, facendo rispettare con attenzione le regole già esistenti e, soprattutto, ascoltando la voce di chi conosce la storia e la realtà della nostra città.
Tutto ciò appare ancora più grave se si considera che il Comune ha deciso di procedere alla pedonalizzazione (o forse sarebbe meglio parlare di “pedanizzazione”, viste alcune belle installazioni realizzate a Piazza del Popolo) senza aver avviato nessuna iniziativa di mobilità alternativa, a cominciare dal rispristino delle scale mobili del parcheggio di Campo Boario e della stazione, all’allungamento notturno dell’orario di funzionamento dell’ascensore dello stesso parcheggio, all’ampliamento dell’orario della funicolare, per non parlare poi della necessità di ripristinare i servizi di navetta, che attualmente sono assolutamente insufficienti. Se è vero, come afferma l’amministrazione, che i parcheggi coperti non sono utilizzati quanto potrebbero, ciò non è dovuto al costo della sosta, ma al fatto che al momento è scomodo raggiungerli, soprattutto dopo una certa ora, perchè non sono sufficienti imezzi di mobilità alternativa.
Sono mesi che ripetiamo questi fatti elementari al Sindaco e all’amministrazione, ma senza alcun riscontro.
In questo contesto l’aspetto più desolante è l’assoluta arroganza con cui il Comune, il Sindaco e la Giunta hanno proceduto in questa vicenda, tenendo nascoste le proprie intenzioni, fingendo di perseguire un dialogo al quale non sono invece in alcun modo interessati, disorientando la cittadinanza con falsi slogan e annunci terroristici sulla chiusura che hanno già determinato una riduzione dell’afflusso.
E’ peraltro del tutto fuorviante continuare a sbandierare come successi i numeri dell’affluenza sulla Rupe in occasione di alcune iniziative. Come sa bene chi conosce davvero la realtà orvietana, il numero dei turisti non è di per sè indicativo, in quanto purtroppo spesso si tratta di presenze che non apportano alcun valore aggiunto all’economia della città.
Non vogliamo invece neppure pensare all’ipotesi, pure avanzata da molti, che le posizioni dell’amministrazione su questo tema siano mirate a favorire i progetti su tale area di qualche “grande” imprenditore orvietano, in una logica di sudditanza o, peggio, di scambio di “favori”.
Occorre che il Sindaco comprenda, se è ancora possibile, di non essere Ermanno Monaldeschi, signore e padrone di Orvieto nel ’300, ma un funzionario pubblico al servizio della città in uno Stato di diritto.
Temiamo dunque che l’unica strada per difendere il futuro della città e delle sue inizizative economiche sia quella di percorrere le vie legali. L’amministrazione deve infatti essere cosciente del fatto che le delibere di chiusura e di pedonalizzazione non possono essere diktat che un sovrano onnipotente impone alla città, ma atti amministrativi, che come tali devono rispondere a precisi requisiti legali, quali il rispetto delle competenze e delle norme di legge, la ragionevolezza, la presenza di adeguate motivazioni, la comparazione tra tutti i diritti e gli interessi legittimi in gioco nel caso concreto.
Nell’evidente assenza di questi requisiti, tali atti potranno essere impugnati e annullati dinanzi ai giudici amministrativi, con conseguente richiesta di risarcimenti monetari, qualora abbiano determinato danni economici. Non è questa una mera ipotesi teorica, come testimoniano recenti sentenze del Tribunale amministrativo regionale (TAR) del Lazio che hanno sonoramente bocciato diverse delibere del Comune di Roma, tra cui quella con cui si era imposta, appunto senza adeguate motivazioni, la pedonalizzazione di Via dei Fori imperiali.
Molti cittadini e operatori economici stanno seriamente valutando di difendere i propri diritti, del resto tutelati anche dalla Costituzione, alla libertà di movimento e al libero esercizio delle proprie attività economiche, rivolgendosi a diversi studi legali.
Peraltro il primo passo sarà conoscere il contenuto di tali delibere, che al momento, alla faccia della trasparenza e della partecipazione democratica cui il Sindaco si appella continuamente, rimangono addirittura segrete, come denunciato del resto anche dall’ex Vicesindaco e attuale consigliere comunale di opposizione Roberta Tardani, che ha presentato una formale richiesta di accesso agli atti per ottenere il testo delle delibere stesse.
Occorrerà inoltre assumere, in particolare in queste settimane che precedono le elezioni regionali, tutte le iniziative, anche pubbliche, per far sentire la voce della città che lavora sulla Rupe, le idee, le proposte e le lamentele per un atteggiamento dell’amministrazione ogni giorno più inaccettabile, nel metodo e nella sostanza."
I commercianti del Centro Storico di Orvieto

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