Il “Giorno del Ricordo” serve a non far dimenticare agli italiani che tutte quelle persone, che si
sentirono straniere a casa loro, che furono cacciate dalle loro terre e dalle
loro case, provocando una diaspora in giro per la penisola, erano semplicemente
italiani dimenticati dallo Stato e dalle Istituzioni, che rivestirono il ruolo
di spettatrici inermi di fronte a tale massacro.
Garbini: “Ricordare tutti gli italiani che subirono soprusi
e ingiustizie, è un dovere morale al di là dall'appartenenza politica o
partitica. Il 10 febbraio è il “Giorno del Ricordo” per non dimenticare che in
Istria, Fiume e in Dalmazia anche le pietre parlano.
Con la speranza che tutti le progenie degli esuli possano un
giorno ballare nell'arena di Pola e chiamare Dubrovnik Ragusa.”

Commenti
Posta un commento