Oggi sembra che l’unico problema politico italiano e dei
singoli comuni sia la possibilità di concedere o meno il diritto di matrimonio
alle coppie gay. Certo, distogliere l’attenzione e l’unica mossa per non
mostrare ai cittadini i veri problemi che affliggono la nostra Italia.
Ho appreso dai giornali on-line la presa di posizione condivisibile
dei consiglieri della minoranza sulla difesa della famiglia tradizionale e la
successiva risposta offerta dai banchi della maggioranza dal consigliere del
Partito Democratico, Maria Flavia Timperi. Mettere in discussione che la
famiglia “naturale” non sia formata da un uomo o una donna e una emerita
"baggianata". Il consigliere della maggioranza ha parlato di “violenza culturale”
e poi ha continuato con una spiegazione giuridica più o meno condivisibile.
La famiglia tradizionale ha oggi la necessità di essere difesa
e equiparata a una qualsiasi forma di famiglia alternativa, in quanto viene
denigrata e viene sminuito il vero e proprio valore del nucleo familiare come
base portante della nostra società.
Il Conservatorismo che ci contraddistingue, esprime al
meglio un punto di vista politico-culturale che definisce una determinata area.
Tanto si potrebbe discutere di questi temi, ma sicuramente
quando ci accorgiamo che il punto nevralgico della battaglia ideologica (“pro
matrimonio gay”) non è la normalizzazione giuridica, ma è la volontà di
compiere il primo passo per l’adozione da parte delle coppie gay di bambini,
questo per chi come noi che viene da mondo conservatore e cattolico, non è
ammissibile.
di Umberto Garbini, "In Azione - Orvieto"

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